Oms, perché più di cento Paesi vogliono un’inchiesta indipendente sulla gestione della pandemia

Oms, perché più di cento Paesi vogliono un’inchiesta indipendente sulla gestione della pandemia

Fare tutti gli approfondimenti necessari per una «migliore comprensione delle circostanze che hanno permesso a questa pandemia di svilupparsi». Sta in una semplice formula, e soprattutto nell’elenco dei 116 Paesi che appoggiano la proposta, il peso di un’indagine indipendente richiesta a gran voce dall’Unione europea sul flagello Covid-19. È stato il cuore della giornata di apertura della settantatreesima assemblea annuale dell’Organizzazione mondiale della sanità con sullo sfondo i quasi 5 milioni di contagi e più di 315mila morti.

«Valutare azioni Oms contro virus e tempistica»

Nella bozza di risoluzione si richiede una «valutazione imparziale, indipendente ed esaustiva« della «riposta internazionale coordinata dall’Oms». Secondo gli estensori l’esame va avviato «al primo momento opportuno» e deve riguardare in particolare «l’efficacia del meccanismi a disposizione dell’Oms; il contributo dell’Oms agli sforzi dell’Onu; le azioni dell’Oms e la loro tempistica rispetto alla pandemia di Covid-19». La risoluzione, lunga sette pagine, contiene altre dieci richieste all’organismo guidato da Tedros Adhanom Ghebreyesus tra le quali continuare ad «aiutare i Paesi che ne facciano richiesta a sviluppare, applicare e adattare i piani per una risposta nazionale al Covid-19». E inoltre viene riconosciuta la necessità per tutti gli Stati di avere «un accesso tempestivo senza ostacoli, a strumenti diagnostici, alle terapie, ai medicinali e ai vaccini».

Trump minaccia lo stop definitivo ai fondi

Ma in definitiva quel che sta prendendo corpo, seppure con modalità diplomatiche, è una vera e propria resa dei conti fra la Cina e il fronte sempre più ampio degli Stati che pretendono chiarezza su come Pechino ha gestito i primi giorni della diffusione del SARS-CoV-2. Da Donald Trump arriverà presto una decisione sui contributi Usa all’Oms, in ipotesi ridotti a 40 milioni di dollari (e qualcuno pensa che siano troppi), cifra che sarebbe circa un decimo dei fondi versati annualmente dagli Stati Uniti. Se l’Oms «non si impegna su sostanziali miglioramenti nei prossimi trenta giorni, renderò definitiva la mia decisione temporanea di sospendere i finanziamenti Usa all’Organizzazione mondiale della sanità e riconsidererò la nostra adesione all’Oms». Come è chiaro gli addebiti sono respinti al mittente con gli interessi. È una lettera che «inganna l’opinione pubblica e infanga la Cina», si fa sapere dal ministero degli Esteri di Pechino. E che «tenta di spostare le colpe dalla risposta maldestra» degli Usa. Per cercare di disinnescare l’offensiva globale il presidente Xi Jimping ha approfittato del suo intervento per annunciare che la Cina investirà 2 miliardi di dollari nella lotta al coronavirus e che un eventuale vaccino cinese «sarà un bene mondiale». Xi ha inoltre chiesto che ogni indagine sia rinviata a dopo che la pandemia sarà terminata e ha rivendicato al suo paese di aver agito «con trasparenza».