“Masturbazioni mentali dei protocolli di sicurezza”

“Imprenditori colpevoli solo se vengono violati i protocolli di sicurezza”

“La denuncia di infortunio da infezione non determina alcun automatismo nel riconoscimento da parte dell’Inail e sulla responsabilità penale del datore di lavoro”. È tassativo il giudizio del presidente dell’Inail Franco Bettoni, che in un’intervista a La Stampa precisa che “il decreto Cura Italia qualifica infortuni sul lavoro i ‘casi accertati di infezione da coronavirus in occasione di lavoro’”, pertanto “per quest’ultima, l’accertamento è molto rigoroso, perché deve essere provato il nesso di causalità tra il danno subito e il fatto che lo ha determinato”. 

Quindi nel caso suddetto, spiega ancora Bettoni, “occorre accertare anche il dolo o la colpa del datore di lavoro per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e sicurezza”. Perciò solo nel caso di mancato rispetto delle norme di sicurezza il datore di lavoro può esser ritenuto colpevole.

Far ricadere sulle aziende l’eventuale contagio di un dipendente è una cosa vergognosa! Un altro modo per continuare a colpevolizzare le partite iva e non agevolare il rientro dei lavoratori! Perché l’azienda qualora avesse un dipendente che si contagia deve dimostrare di aver adempiuto a tutte le norme di sicurezza! Basta! Siete vergognosi! Ma come fa un’ azienda a seguire tutte le masturbazioni mentali dei protocolli di sicurezza???!!!