Vittorio Feltri, sospetto su Giuseppe Conte: “L’impressione che detesti il Nord”, perché conte vuole rovinare Lombardia e Veneto

Forse sbaglio, ma mi pare impossibile che gli imprenditori italiani siano tutti in bolletta a causa di quasi tre mesi di inattività. Sicuramente in questo periodo di chiusura totale non hanno guadagnato, ovvio, ma da qui a dire che si sono ridotti sul lastrico ce ne corre. La maggior parte dei proprietari di azienda non ha le pezze sul sedere e suppongo abbia dei buoni risparmi depositati in banca, tali da consentirle di campare bene anche con le saracinesche abbassate. Senza dubbio esistono piccole aziende familiari, oppure le cosiddette partite Iva, che non lavorando rischiano di fallire e fare la fame, tuttavia non appena rientreremo nella normalità, saranno in grado di recuperare i buoni affari di un tempo. Non affermo questo per spirito polemico, semplicemente ritengo di fotografare la realtà. Il problema è che la citata normalità non la scorgo vicina, per cui le preoccupazioni degli autonomi sono fondate. Se costoro hanno resistito fino adesso, non è pacifico che possano tirare la cinghia in eterno.


Da parte sua, il nostro governo non dà segno di preoccuparsi dell’ andamento dell’ economia, probabilmente perché è guidato da incompetenti del tutto incapaci di affrontare una situazione di emergenza quanto l’ attuale. In effetti questo esecutivo sfilacciato invece di arricchire il Sud, impoverisce il Nord con una politica suicida. Per rilanciare il Mezzogiorno non occorre ricorrere all’ assistenzialismo della peggior specie, tipo reddito di cittadinanza e provvedimenti analoghi; serve piuttosto investire in infrastrutture al fine di rendere il territorio adatto allo sviluppo industriale, turistico e agricolo. Oggi il Meridione vive in condizioni di arretratezza in ogni campo. È privo di trasporti all’ altezza dei tempi, spostare le merci anche solo di un centinaio di chilometri è problematico. Non esistono treni ad alta velocità, eccetto quello da Milano a Napoli, pure la rete ferroviaria comune è deficitaria, arduo arrivare a Matera, la Puglia è malservita, per giungere a Lecce dalla Lombardia ci vuole un secolo. Regioni conciate così non hanno alcuna opportunità di emanciparsi dall’ inefficienza che si espande a vari settori. In Sicilia 5 anni fa cadde un ponte, succede. Tuttavia, ancora non è stato ricostruito, mentre quello di Genova è già in piedi.


Il motivo per cui tanta trascuratezza al Sud non viene contrastata non è un mistero: la politica non riesce a fare un salto di qualità, preferisce accontentare il popolo elargendogli denaro che finisce nelle tasche della delinquenza, piuttosto che nella realizzazione di un vero piano finalizzato a incrementare la crescita economica e sociale. Difatti il dominio delle varie mafie (la camorra, la ‘ndrangheta, eccetera) non è stato scalfito e ciò autorizza a pensare che i malfattori organizzati siano più attenti dello Stato nella tutela degli affari. Se non fosse così non si spiegherebbe come mai le istituzioni siano sistematicamente soccombenti nella lotta (impari) ai fuorilegge. Dal tempo lontano in cui sono nato, sento parlare di Cosa Nostra e bande del genere, e nonostante sia passato oltre mezzo secolo siamo ancora qui a piangere sui misfatti di boss e picciotti. Possibile che nessuno abbia la capacità di normalizzare il Meridione e che i residenti siano costretti a emigrare se intendono campare in un ambiente dove è agevole mettere a frutto i loro talenti, spesso assai apprezzabili? Si ha l’ impressione che il Conte bis detesti la Lombardia e il Veneto e cerchi di abbassare il livello di queste regioni nell’ intento di renderle simili a quelle che non è atto a risollevare. L’ idea che l’ unità d’ Italia sia raggiungibile attraverso la diffusione della povertà anziché della ricchezza è un’ idiozia.